Solo l’amore resta

Il Portico (Rovereto):
SOLO L’AMORE RESTA

La casa di accoglienza Il Portico, in Borgo Santa Caterina, è aperta tutto l’anno e offre ospitalità notturna e accoglienza diurna a persone in difficoltà. Nel 2016 hanno usufruito dei Servizi delPortico 468 persone, di cui 371 hanno frequentato il Centro Diurno, mentre 252 sono state accolte per la notte. La struttura è gestita da Fondazione Comunità Solidale e ai 9 operatori si affianca l’attività di 93 volontari. Questi sono animati dal comune sentimento di voler “esserci” e di voler tendere concretamente la mano verso chi sta “attraversando” momenti di difficoltà in quanto senza una casa, senza un lavoro e spesso anche senza una rete familiare o di relazioni sulle quali poter contare. I volontari, suddivisi in turni di servizio al mattino e alla sera, sono impegnati nelle attività di pulizia della struttura, di distribuzione del pranzo e della cena e nell’organizzazione di attività ricreative e ludiche. Da qualche anno al servizio dei volontari presso la casa di accoglienza si è affiancato il preziosissimo servizio dei volontari “a distanza” che, presso cucine private, degli Oratori parrocchiali o delle associazioni, preparano la cena, che poi è distribuita presso la struttura. Qualche volontario ha iniziato da solo e poi ha coinvolto amici o familiari, altri si sono presentati con gli amici del gruppo parrocchiale o dell’associazione attiva in altre attività di volontariato. Certo è che la continuità, con cui i volontari hanno prestato il loro servizio, ha portato a maturare un rapporto di stima e fiducia sia con gli ospiti del Portico sia con gli operatori.Martedì 21 febbraio i volontari si sono dati appuntamento al Portico per una “serata fortaie” e per trascorrere insieme qualche ora al di là dei servizi. Ne abbiamo approfittato per raccogliere qualche testimonianza. È una serata gioiosa ed infatti Agostino ci spiega che è proprio una festa trascorrere una serata tutti insieme, visto che difficilmente si riesce a incontrare tutti nei consueti turni di servizio.

Mario e Paolo hanno condiviso la scelta del loro Movimento di farsi parte attiva con l’obiettivo semplice e senza tante pretese, ci spiega Mario, di fare qualcosa di positivo per questa società, che ha sempre più bisogno di piccole cose, come il nostro contributo, per aiutare le persone in difficoltà.

Aldo invece è un volontario “storico”: “Pur non avendo allacciato rapporti particolari, io, che inizialmente mi aspettavo persone poco istruite o poco curiose, ho avuto modo di incontrare diverse persone che mi hanno insegnato molto, specialmente con l’esempio della loro forza che li ha portati a rialzarsi e a ripartire nonostante la difficoltà che hanno vissuto”.

Il Gruppo Volontari della parrocchia di Santa Caterina gioca in casa! È un gruppo affiatato, che ha iniziato l’attività “a distanza” preparando la cena del venerdì sera e dopo qualche anno ha maturato il desiderio di dare un “sapore nuovo” al proprio servizio decidendo di impegnarsi in prima persona per potersi relazionare con gli ospiti. “Prima di tutto persone!”, sottolineano all’unisono. Il Gruppo è entusiasta della nuova esperienza e auspica che la realtà del Porticodiventi più familiare ai roveretani. Aggiungono poi che molti non la conoscono, qualcuno ha dei pregiudizi e qualcuno fa finta di non vedere.

Cesare fa parte di un gruppo di amici e compagni di scuola, che hanno iniziato recentemente la loro esperienza grazie allo stimolo di un loro professore, anch’egli volontario. Cesare ci riferisce di non avere grandi aspettative e di voler vivere nuove esperienze umane. Gli assicuriamo che al Portico passano persone provenienti da posti e culture diverse e quindi il frequentarlo
è un po’ come viaggiare rimanendo a Rovereto.

Fatima ha origine marocchine ed è volontaria da qualche anno. Ci spiega che agli ospiti provenienti dal Marocco fa piacere parlare con lei nella loro lingua o mangiare le pietanze tipiche del loro Paese, perché li fa sentire un po’ a casa; sarebbe sicuramente bello, prosegue, coinvolgere nell’attività di volontariato molte più persone provenienti da Paesi diversi.
Siamo tanti volontari e cerchiamo di agire meglio che si può, ciascuno secondo le proprie possibilità e i propri talenti, affinché gli ospiti possano trovare al Portico un po’ di “casa”, un giaciglio, pranzo e cena, ma soprattutto “relazione”.

Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti, dice che “solo l’Amore resta”. Noi volontari operiamo affinché le persone che oggi vivono un momento di fatica, di solitudine, di conforto, possano un giorno, guardandosi indietro, ricordare le nostre strette di mano, i nostri sorrisi, le nostre parole e anche i nostri silenzi. Ci piace pensare che l’amore resta; ci piace pensare che ogni persona incontrata oggi arricchirà la nostra vita anche domani.

per tutti i volontari, Michela


Comunità in cammino
n.1/2017 pagina 50


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