VIII Rapporto annuale. Intrecci di umanità: fra le fatiche incontrate e le risposte offerte

VIII Rapporto annuale 2013
dei servizi Caritas
e Fondazione Comunità Solidale

INTRECCI DI UMANITÀ:
fra le fatiche incontrate e le risposte offerte

“La necessità di risolvere le cause strutturali
della povertà non può attendere,
non solo per una esigenza pragmatica
di ottenere risultati e di ordinare la società,
ma per guarirla da una malattia che la rende fragile e indegna
e che potrà solo portarla a nuove crisi (…)
Dobbiamo convincerci che la carità
«è il principio non solo delle micro-relazioni:
rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche
delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici».”

Papa Francesco

Contenuti

  • PRESENTAZIONE
  • INTRODUZIONE
  • LA PRESENZA SUL TERRITORIO DEI SERVIZI DI CARITAS
  • E FONDAZIONE COMUNITÀ SOLIDALE
  • I SERVIZI DELLA CARITAS DIOCESANA DI TRENTO
    Le persone incontrate nei Centri di Ascolto e nei Punti di Ascolto
    Le persone incontrate presso il Credito solidale
    Le persone coinvolte nel progetto Ridare Speranza
    Le persone incontrate attraverso il Servizio Carcere
    Le persone incontrate nei negozi Altr’uso di Trento e Rovereto
  • I SERVIZI DI FONDAZIONE COMUNITÀ SOLIDALE
    Le persone incontrate nei servizi di aggancio: Unità di Strada di Trento
    Le persone incontrate nei servizi di pronta accoglienza:
    case di accoglienza, accoglienza invernale, centro diurno.
    Le persone accolte nei servizi di accompagnamento sociale.
    Il Sentiero, Ospitalità su Progetto e Ostello “il Portico”
    Le persone seguite dai servizi di accompagnamento all’abitare
  • CONCLUSIONI
  • ALLEGATI

http://www.comunitasolidale.org/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif Documento: Intrecci di umanità: fra le fatiche incontrate e le risposte offerte (B)
Aggiunto il: 27/08/2014
Descrizione: VIII Rapporto annuale 2012 dei servizi Caritas e Fondazione Comunità Solidale

Dalla presentazione:

Il Rapporto Caritas e Fondazione Comunità Solidale nasce con l’intenzione di offrire un contributo alla lettura delle povertà e delle difficoltà economiche e sociali di tante persone dimoranti in Provincia di Trento. La povertà è un fenomeno di per sé fluido con diverse e flessibili dimensioni e anche nel nostro territorio il quadro delle problematiche incontrate è complesso e multiforme. Proprio per dare conto di questa complessità, già dall’anno scorso nel Rapporto Caritas e Fondazione Comunità Solidale si è deciso di affiancare ai dati delle persone incontrate nelle strutture anche dei brevi focus legati al contesto provinciale. Ci pare infatti importante legare le considerazioni emergenti da un osservatorio della nostra società come i servizi di Caritas e Fondazione Comunità Solidale ad un contesto più ampio e attuale (i box inseriti nei diversi approfondimenti raccontano brevemente a livello nazionale e provinciale la situazione abitativa, occupazionale, economica e migratoria). Ad intervallare i dati ci saranno, come già accennato, anche le testimonianze dei volontari, che aiutano a comprendere come ciò che viene documentato non è una fredda serie di numeri ma quanto emerge dall’incontro con volti e storie di persone che quotidianamente proviamo ad aiutare.

Siamo ormai giunti all’ottava edizione del Rapporto dei servizi di Caritas e Fondazione Comunità Solidale e constatiamo che quattro di questi otto documenti, sono stati pubblicati in una particolare situazione di crisi economica. Gli anni trascorsi e le problematiche che si sono succedute hanno ulteriormente peggiorato la situazione di molte persone che già si trovavano in stato di precarietà e hanno aggravato la condizione di molte famiglie che invece si trovano ad affrontare tali difficoltà per la prima volta.
Questo VIII Rapporto prova quindi a descrivere la situazione delle persone incontrate e gli effetti di questa crisi che ormai dal 2009 complica e logora la vita di molti, evidenziando anche le nuove criticità: una su tutte, e forse la più rilevante, la precarietà abitativa riscontrata in molte situazioni.

Nei servizi della Caritas diocesana di Trento, gli operatori e i volontari evidenziano di incontrare persone normali, che tendono a nascondere con dignità ed imbarazzo le difficoltà economiche a cui devono far fronte e che si scontrano per la prima volta con il mondo delle povertà. Gli italiani sono aumentati del 17% rispetto al 2012. Nel corso del 2013 si è verificato, inoltre, un aumento delle richieste pari al 26%, rispetto al 2012, arrivando a toccare le 27.618 domande. Preoccupanti sono alcuni tratti distintivi delle persone emersi dall’analisi dei dati: sul totale delle persone di cui è stata rilevata la tipologia di situazione occupazionale l’assenza di un’entrata personale è fortemente presente sia fra gli italiani che fra gli stranieri. Per i primi è pari al 69% mentre per i secondi sale al 78%. Accanto al lavoro, anche la casa diventa fonte di preoccupazione: una forte fetta delle persone di cui si conosce la tipologia abitativa, pari al 33%, vive una situazione di precarietà caratterizzata da condizioni abitative incerte (ospitalità, affitto di un posto letto, case di accoglienza). Tale percentuale non è esaustiva e rappresentativa di tutte le complessità dell’abitare incontrate nei Centri di Ascolto: il 12% delle persone vive in una condizione indicata come “Altro” che identifica un insieme di realtà non ricollegabili direttamente alla precarietà ma indicatori comunque di un abitare inerente ad una zona “grigia” (vivere in roulotte o in appartamenti protetti per esempio).
Insieme ai servizi di Caritas, e strettamente collegati ad essa, vi sono le attività di Fondazione Comunità Solidale, ente diocesano che attraverso i suoi diversi servizi incontra sul territorio di Trento e Rovereto le persone italiane e straniere con problematiche di marginalità e di povertà. Sono due gli elementi su cui occorre puntare l’attenzione ed interpretare come effetti preoccupanti delle difficoltà vissute. L’età delle persone incontrate, spostata in molti casi verso le fasce medio alte e, fortemente intrecciato all’età è la difficoltà per molti di trovare un lavoro di breve o lungo termine. Ciò implica una difficoltà oggettiva di uscire dalla situazione di impoverimento vissuta; purtroppo la marginalità implica spesso una catena di cause ed effetto che conducono frequentemente ad un ulteriore aggravamento della situazione con una possibile caduta nelle dipendenze e ripercussioni di carattere psichico. Si prolunga quindi la media di pernottamento nelle Case di Accoglienza, e anche per chi è accolto nei servizi di Accompagnamento all’Abitare complicando la possibilità di far evolvere l’autonomia delle persone.

Nell’avvicinarsi alle persone in difficoltà non dobbiamo però dimenticare che oltre ai dati preoccupanti bisogna saper leggere e custodire come fonte di cambiamento alcuni eventi e segni positivi dell’anno appena trascorso. Il progetto Ridare Speranza, attivato nel corso del 2013, ne è un chiaro esempio: esso ha accompagnato e aiutato oltre venti persone, alcune delle quali sono poi riuscite a reinserirsi nel mondo del lavoro. Come non va trascurata la costante e preziosa opera dei volontari (evidenziata nella pubblicazione da diverse testimonianze) che quotidianamente incontrano le persone offrendo loro aiuto e ascolto.

Intrecci di umanità è quindi il tentativo di raccontare un difficile presente ma cercando anche di filtrarlo con quell’umanità e quella prossimità che quotidianamente si tenta di offrire promuovendo prima di tutto relazioni, perché anche se la situazione attuale ci spinge a essere consapevoli delle problematiche è fondamentale proporsi con uno sguardo di fiducia che possa rasserenare quanti accompagniamo per un tratto di strada.

Roberto Calzà – Direttore Caritas diocesana Trento
Cristian Gatti – Direttore Fondazione Comunità Solidale